FEMWEAVE: Bridging the Divide (2025-2027, EU)

Il progetto mira a rafforzare la conoscenza della storia europea dei regimi fascisti del XX secolo, con particolare attenzione alle esperienze e al ruolo delle donne in Italia e Spagna. Coinvolge insegnanti, studenti e società civile attraverso strumenti didattici, materiali multimediali e una piattaforma digitale, promuovendo una maggiore consapevolezza storica e una cittadinanza attiva, democratica e consapevole, anche nella prevenzione del razzismo e del negazionismo.

Il progetto è coordinato da AGARESO, ANPPIA e HISTAGRA (USC) e cofinanziato dalla Commissione Europea.

PERCHE' E COME...

Il progetto mette a disposizione di insegnanti ed educatori strumenti e risorse per promuovere tra i giovani la conoscenza della memoria storica, la cittadinanza attiva e l’impegno civile.. Attraverso un approccio innovativo, mette in relazione il passato con le sfide odierne, contrastando razzismo, negazionismo e violazioni dei diritti umani. La metodologia, basata sulla media education e sulla partecipazione sociale, è in fase di sperimentazione in Italia e in Galizia e sarà successivamente messa a disposizione delle scuole.

PERCHE'

Perché l’esperienza e la memoria storica delle donne sono oggi importanti ed essenziali

L'ITALIA: METODOLOGIA

Scopri l’approccio metodologico, gli strumenti didattici e le attività sperimentate nelle scuole italiane

L'ITALIA: METODOLOGIA

Scopri l’approccio metodologico, gli strumenti didattici e le attività sperimentate nelle scuole italiane

LA SPAGNA: METODOLOGIA

Scopri la metodologia, gli strumenti didattici e le attività sperimentate nelle scuole spagnole

Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti

Associazione Galega di Comunicazione per il Cambiamento Sociale

Università di Santiago de Compostela

Storia agraria e delle politiche del mondo rurale

Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia ai soli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Unione europea o dell’autorità concedente. Né l’Unione europea né l’autorità concedente possono esserne ritenute responsabili.