Metodologia pedagogica per applicare una prospettiva di genere allo studio dei regimi totalitari del XX secolo.

Sessione 1. Fascismo contro democrazia: le donne sotto la dittatura franchista

Sessione 2. La repressione del dissenso: salute mentale e violenza contro le donne.

Sessione 3. Le donne protagoniste della resistenza ai regimi autoritari.

 

Obiettivi

Obiettivo generale:

Far comprendere agli studenti l’uso della violenza fisica, simbolica e istituzionale come strumento di controllo e punizione nei confronti delle donne che sfidavano i ruoli di genere e/o le politiche del regime franchista.

Obiettivi specifici:

  • Analizzare l’uso della psichiatria come strumento di repressione: comprendere come il regime si servisse di istituzioni come il Manicomio de Conxo per classificare come patologici determinati comportamenti sociali e il dissenso politico delle donne.
  •  Identificare le diverse forme di violenza e distinguere tra la violenza fisica e quella simbolica esercitate sui corpi delle donne.
  •  Sviluppare la capacità di analisi critica delle fonti: imparare a individuare e interpretare le informazioni rilevanti contenute nelle cartelle cliniche psichiatriche storiche e nelle testimonianze orali.
  •  Valorizzare il protagonismo politico delle donne: riconoscere le esperienze e i percorsi di donne che, nonostante la repressione, continuarono a partecipare attivamente alla vita politica, come Lola Rodal e Mariquiña Vilaverde.
  •  Trasformare la ricerca e l’apprendimento storico in un prodotto comunicativo, capace di restituire e condividere le conoscenze acquisite.

Risorse e materiali

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Computer, internet, proiettore, audio

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Presentazione in classe

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Materiali per le attività

cartelle cliniche psichiatriche, schede di lavoro per studenti, testimonianze audio di donne perseguitate, biografie e interviste a Lola Rodal e Mariquiña Vilaverde.
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Supporti radio

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Stampa scheda di verifica finale

Contenuti

Esaminiamo la violenza fisica e simbolica per analizzare l’uso strumentale della psichiatria. Approfondiamo come la salute mentale sia stata impiegata quale strumento di controllo sociale, prendendo a caso di studio il Manicomio de Conxo e tracciando paralleli con il modello italiano.

Gli studenti analizzano la documentazione psichiatrica storica per individuare i processi di patologizzazione e punizione di comportamenti ritenuti “inappropriati” dal regime fascista, quali il dissenso politico, i traumi di guerra, l’infedeltà o le sessualità non riproduttive.

Per contrastare tale violenza istituzionale, ci concentriamo sulla storia delle donne perseguitate e sulla loro capacità di agire politicamente, avvalendoci delle testimonianze orali di Lola Rodal e Mariquiña Vilaverde; gli studenti integrano questi racconti in un podcast, trasformando così l’archivio storico in uno strumento di comunicazione e memoria.

Programma attività

Riflessione emersa in classe

«Pensavo già che il franchismo fosse una cosa negativa, ma ora lo considero terribile»

Materiali didattici