Metodologia pedagogica per applicare la prospettiva di genere alo studio dei regimi totalitari del XX secolo..

 

Session 1.Donne, norma e devianza nel fascismo (lezione introduttiva)

Session 2. Repressione politica, psichiatrizzazione e metodo di lettura delle fonti

Session 3. Laboratorio su dossier: donne, repressione e categorie di genere

Obiettivi

Obiettivi generali:

Comprendere come funzionano gli archivi della repressione e come lo Stato costruisce la “pericolosità” delle donne, introducendo al contempo
un metodo di lettura critica delle fonti storiche..

Obiettivi specifici 

  1. .Presentare la repressione come apparato burocratico che produce documenti e categorie.
  2. .Mappare i principali dispositivi e archivi: Casellario Politico Centrale, Prefetture/Questure, misure amministrative (confino), circuito giudiziario.
  3. Mostrare come lo sguardo istituzionale sui profili femminili intrecci spesso politica e giudizi di genere (moralità, rispettabilità, definizione relazionale).
  4. Introdurre i problemi storiografici dell’antifascismo femminile e la pluralità delle pratiche di dissenso/resistenza.
  5. Definire la psichiatrizzazione come possibile ‘altra faccia’ del controllo e illustrare il ruolo di diagnosi/perizia/cartella clinica.
  6. Fornire una griglia di metodo per il lavoro sui documenti (identificazione della fonte; analisi del linguaggio; ricostruzione della traiettoria).

Risorse

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Computer, internet, proiettore e audio

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Presentazione in aula

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Lavagna/schermo

per annotare categorie e definizioni emerse
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Scheda guida

per l’analisi dei documenti biografici (domande fisse; griglia fatti/etichette/voce)

Sintesi della sessione

Sessione di approfondimento dedicata agli archivi della repressione politica e alla lettura di genere delle fonti, con un focus sui problemi storiografici relativi all’antifascismo femminile e sul nesso tra repressione politica e psichiatrizzazione. La parte conclusiva ha presentato un
metodo operativo di analisi documentaria (fatti/etichette/voce; fonti volontarie/involontarie) in preparazione al lavoro di gruppo sui dossier.

Articolazione della sessione

Repressione come ‘macchina che scrive’; mappa degli archivi (CPC; Prefetture/Questure; confino; Tribunale
Speciale)

Materiali / evidenze

Slides Capitolo. 1

Come lo Stato ‘vede’ le donne: categorie relazionali e giudizi su moralità/rispettabilità; dissenso come doppia trasgressione.

Materiali / evidenze

Slides capitolo 1 (prospettiva di genere).

Problemi storiografici: invisibilità/riduzione; presenza più ampia nelle fonti; raccordo ai casi presentati.

Materiali / evidenze

 Slides Capitolo 2 (esempi).

Cura/custodia; manicomio come controllo sociale; linguaggio medico come possibile lingua del controllo.

Materiali / evidenze

Slides Capitolo  3

Fonti primarie/secondarie; volontarie/involontarie; ricostruire traiettoria (fatti–etichette–voce) e analizzare il linguaggio

Materiali / evidenze

Slides Capitolo 4

Consegna: lavorare in gruppi su un dossier; exit ticket o breve domanda finale.

Materiali / evidenze

Slidec di chiusura

Metodologia didattica

  • Lezione dialogata e problem-based: domande guida sulla natura delle fonti (vita vs costruzione di pericolosità).
  • Didattica per competenze: preparazione esplicita a un laboratorio documentario.
  • Approccio critico alle categorie istituzionali (distinzione fatti/interpretazioni)

Attività ed elaborati degli studenti


Glossario operativo condiviso (CPC, confino, fonte involontaria, etichetta/categoria).
Consegna e spiegazione della scheda guida per il lavoro di gruppo sui dossier.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valutazione formazione e riscontro finale

Valutazione formativa tramite breve riscontro orale e/o exit ticket: individuare (a) un dispositivo/archivio, (b) una categoria di genere ricorrente nelle fonti, (c) una domanda critica da porre nel dossier.

 Riflessione finale

Ogni studente riceve un exit ticket con tre domande, tra cui deve sceglierne una e rispondere prima di uscire dall’aula.

Alcuni esempi di commenti degli studenti:

  • Mi aspettavo ciò che ho ritrovato scritto nel fascicolo, ma ora penso che fossero un po’ esagerati riguardo i periodi di
    segregazione.
  • Prima pensavo che le donne dell’epoca fossero praticamente sottomesse al marito ora so che non era così.
  • Prima pensavo che non mi interessasse ora sto iniziando a  coinvolgermi
  • Pensavo che per essere confinati bisognava essere dei veri e propri nemici politici ma ora capisco che basta poco anche solo delle parole sbagliate in un cinema.
  • Pensavo che le donne dell’ ’800 e ‘900 fossero tutte trattate male e forse è ancora così.
  • Pensavo le stesse cose, che le donne erano trattate come oggetti e non come persone.
  • Pensavo che le donne dell’ ‘800 e ‘900 fossero tutte come quelle dell’alta borghesia, ora penso che queste rappresentavano solo una piccola parte.
  • Prima pensavo che le donne confinate avessero gli stessi diritti egli uomini confinati.
  • Pensavo che questo lavoro fosse noioso e invece ho cambiato idea.

Materiali didattici